Teodora
Ci sono persone come quelle al mondo ... Però ce ne sono anche altre, no?
Ed è proprio per queste ultime che vale la pena vivere.
Qual è il senso di una vita passata chiusa in una stanza, fedele a un voto estorto con l'imposizione, in solitaria e silenziosa attesa di pellegrini che non sono mai arrivati e che mai arriveranno? Eppure proprio da un personaggio capace di rimanere fedele a una promessa, che giorno dopo giorno manifesta la propria inutilità, un personaggio così assurdo che sembra uscire dalla penna di Calvino, se non che Calvino l'avrebbe disintegrato con il suo umorismo, trasformato in macchietta corrosiva del senso della vita, reso invece umano dalla penna di Grossman grazie all'incontro con una ragazzetta incasinata, diventa un riuscitissimo modello di bellezza umana, capace con la profondità di chi, non avendo potuto vedere molto fuori di sé, è stata costretta a vedere a fondo in sé, di scavare nel cuore delle persone che la incontrano e di tirare fuori il meglio di loro. D'altra parte nessuno può passare cinquant'anni in una stanza e rimanere normali: o s'impazzisce o si diventa straordinari.
Nonostante l'età e l'aspetto sciupato ha una grande freschezza interiore e quella sua curiosità, di chi non può vivere che nel racconto degli altri, più che un difetto appare una caratteristica di umanità, che non solo l'allontana da un'immagine ieratica e stereotipata di eremita, ma le permette di diventare positivamente una persona attenta. Teodora è sicuramente il più riuscito personaggio della prima parte di Qualcuno con cui correre, quando ancora i protagonisti sono chiusi nel loro bozzolo e non hanno ancora dispiegato le loro potenzialità, vivissimo, benché assurdo, capace di stupire, lei che è frutto di una storia che desta stupore, così capace, lei che ha così pochi incontri umani, di renderli unici, perché fa sentire uniche le persone che incontra, proiettandosi fuori di sé, cogliendo subito l'essenziale di chi ha di fronte, capace di prestare attenzione a quei particolari umani, che la vita normale non ha tempo di considerare importanti. E' quella figura straordinariamente utile, proprio perché improduttiva, contro cui il nostro mondo efficiente si scaglia, cercando di eliminare, salvo poi lamentrasene perché ne sente il bisogno e sostituirla con figure professionali a pagamento, che non saranno mai altrettanto profetiche, perché parte del nostro stesso contesto e perché si può pagare la professionalità e a tempo, ma non l'umanità e ancor meno l'amore o la disponibilità totale.
Insomma Teodora è quella persona speciale, che ognuno di noi vorrebbe avere chiusa in una qualche torre, per averla a nostra disposizione e a cui poterci rivolgere tutte le volte che abbiamo bisogno di sentirci rivoltare come un calzino, la persona a cui non si può mentire mai, perché svolge la funzione di costringerci ad essere veri. E forse qualcuno di voi ha avuto o ha ancora fedele a qualche luogo una qualche stravagante persona, o una nonna, un eremita, a cui può rivolgersi, per il suo ruolo profetico e psicologico su di voi.
Todora infine svolge anche una funzione più larga, sottesa anche in altre parti del romanzo: quella di mostrare come la gradezza umana non sta tanto in una vita perfettamanete realizzata come da copione pianificato. Lei sa essere grande dentro questa sua vita apparentemente sbagliata e inutile e completamente fuori dai suoi sogni di ragazza.
Alla fine il mondo irromperà con violenza nella sua torre e per permettere a un ragazzo di compiere la sua missione infrange il suo voto ed esce dalla sua clausura, si mescola commossa tra la gente, in un mondo, che dopo cinquant'anni è radicalmente mutato. Sembrerebbe l'uscita dal bozzolo, il compimento del personaggio, ma è in definitiva il suo dissolvimento. Qui scompare dal romanzo. Perde la sua funzione nella storia e la sua peculiarità.
Luglio 2014, Oscar Testoni
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