Dante, Convivio
Oscar Testoni

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Primi dati

  • 1304 - 1307, quindi in esilio
  • Trattato in forma di prosimetro
  • prima opera dottrinale di Dante (prosa scientifica in volgare*), frutto degli studi filosofici e dell'esperienza politica
* Sapegno


I trattato
Introduzione - nessuna poesia

    Scopo dell'opera:
  • sul piano personale vuole difendere la sua fama che è stata danneggiata dall'immeritato esilio, dimostrando qui la sua fisionomia di seguace della sapienza*
  • sul piano universale vuole offrire un banchetto (➜ Convivio) di sapienza a tutti coloro che, pur essendo dotati di spirito gentile, elevato e virtuoso, non abbiano potuto dedicarsi agli studi, perché occupati da compiti familiari o civili: vivande ne saranno le canzoni materiate d'amore e di virtù, pane ne sarà il commento*
Il pubblico a cui Dante si rivolge vuole superare la ristretta cerchia dei litterati e dei chierici che conoscevano il latino (➜ novità della lingua volgare invece del latino normalmente usato per i trattati)
Ma il pubblico è comunque elevato: non borghese, bensì nobile di nascita o dotata di nobilità spirituale ed etica (sia maschi che femmine), che si rivolga alla cultura in forma disinteressata (non di lucro come i borghesi) ➜ classe dirigente nuova e rigenerata, non avida e corrotta come la borghesia mercantile e bancaria cittadina. Il volgare ha inoltre una ragione tecnica: la prosa è di commento filosofico a poesie in volgare e non può una lingua (ancora ritenuta da Dante superiore) essere al servizio di testi scritti in una lingua inferiore.
Infine il volgare è la lingua a cui Dante è più legato da amore e consuetudine.

* Guglielmino, Grosser


II trattato
Voi che 'ntendendo il terzo ciel movete

Nascita dell'amore per la filosofia (in particolare leggendo Cicerone e Boezio) sotto l'allegoria della Donna gentile (come già nella Vita nuova) che dona salute e felicità, ma che richiede una difficile conquista - Vi è anche una descrizione dei cieli e delle gerarchie angeliche
    I quattro sensi delle scritture:
  1. letterale: quello che non si estende più oltre che la lettera delle parole fittizie, sì come sono le favole de li poeti
  2. allegorico: e questo è quello che si nasconde sotto 'l manto di queste favole, ed è una veritade ascosa sotto bella menzogna,
  3. morale: e questo è quello che i lettori deono intetamente andare appostando per le scritture, ad utilitate di lor e di loro discendenti, relativo ai comportamenti dell'uomo
  4. anagogico: cioè sovrasenso; e questo è quando spiritualmente si spone una scrittura, la quale ancora [che sia vera] eziandio nel senso litterale, per le cose significate significa delle superne cose de l'etternal gloria, insomma il significato spirituale, relativo alla vita eterna


III trattato
Amor che ne la mente mi ragiona ➜ canto intonato da Casella in Purg. II

Sotto le forme della loda della Donna gentile (Filosofoa), continua l'elogio della sapienza, che porta l'uomo alla perfezione terrena, avvicinandolo alla Verità rivelata, che, superando le capacità del nostro intelletto, dipende solo da Dio.


IV trattato
Le dolci rime d'amor ch'i' solìa

Analisi dei concetti di nobiltà e di giustizia. La nobiltà per Dante è ben lontana dal privilegio aristocratico-feudale (la stirpe non fa le singulari perosne nobili) va intesa (in una concezione al tempo stesso provvidenziale e civile*) come conquista individuale: alla disposizione alla virtù concessa dalla natura e da Dio, si deve aggiungere la conquista individuale dell'uomo attraverso l'esercizio delle virtù morali e la pratica nella dimensione dell'impegno sociale. In tal modo la prospettiva religiosa cristiana si fonde con la rivoluzione "democratica" della civiltà comunale, secondo un orientamento presente anche nella Commedia*
Politica: necessità di un impero universale ➜ l'umanità giunga a una vita terrena ordinata e perfetta

* Luperini, Cataldi, ...


Incompiuto

Doveva comprendere 15 trattati: ciascuno (a parte il primo) come commento di una poesia interpretata in senso allegorico come amore per la sapienza

Probabilmente il grande disegno della Commedia ha preso il sopravvento: all'eccessiva fiducia nella filosofia come strumento per raggiungere la verità si sostituisce, nello scrittore, una maggiore umiltà, il proposito di valersi della guida della rivelazione divina**

** Baldi, Giusso, Razetti, Zaccaria


La prosa non più lirica come quella della Vita nova è invece funzionale al ragionamento e all'argomentazione sul modello degli scrittori latini: gravità intorno alla proposizione principale con le subordinate disposte per grado di subordinazione. La sicurezza dell'impianto del Convivio fonda la prosa filosofica in volgare (Segre)


Oscar Testoni
Ultima modifica: 08/12/2025

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