Dei Sepolcri
Oscar Testoni

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I - 1:

vv. 1-22
Secondo la visione materialistica e meccanicistica propria della filosofia tardo-settecentesca a cui Foscolo aderisce, le tombe sono inutili ai morti
All'ombra dei cipressi e dentro le urne
confortate dal pianto è forse il sonno
della morte men duro?
I

VALORE AFFETTIVO
o PRIVATO
(benché illusorio)
DELLE TOMBE

vv. 1-90

I - 2:
vv. 23-50
=
I - 2 A (23-40)
+
I - 2 B (41-50)
Dalla ragione negativa materialistica al campo positivo degli affetti e delle illusioni:
le tombe garantiscono la sopravvivenza dei defunti nella memoria dei vivi
Ma perché pria del tempo a sé il mortale
invidierà l'illusïon che spento
pur lo sofferma al limitar di Dite?
[...] Celeste è questa
corrispondenza d'amorosi sensi

Ma certo questo non vale per chi non lascia una eredità di affetti
Sol chi non lascia eredità d'affetti
poca gioia ha dell'urna ...
primo accenno a un'elitaria concezione del vivere che verrà sviluppata in seguito nel culto dei grandi (Guglielmino-Grosser 2000)

I - 3:

51-90
Effetti negativi dell'editto di Saint-Cloud:
  • allontana le tombe dai guardi pietosi
  • PARINI (esempio) giace senza tomba
Pur nuova legge impone oggi i sepolcri
fuor de' guardi pietosi, e il nome a' morti
contende. E senza tomba giace il tuo
sacerdote, o Talia, che a te cantando
nel suo povero tetto educò un lauro
con lungo amore, e t'appendea corone;...


II 1 - tesi
91-96
Il culto dei morti coincide con la nascita stessa della civiltà.
vv. 91-103
Dal dì che nozze e tribunali ed are
diero alle umane belve esser pietose
di se stesse e d'altrui, toglieano i vivi
all'etere maligno ed alle fere
i miserandi avanzi che Natura
con veci eterne a sensi altri destina ...
II

VALORE CIVILE
DELLE TOMBE

(excursus storico:
parallelismo e chiasmo degli esempi)

vv. 91-150

II 2 - Medioevo - negativo 104-114
Sulla scorta dei pregiudizi illuministici sul Medioevo, ancora duri a morire (basti vedere ancora le attuali letterature in adozioni nelle scuole), Foscolo riporta l'esempio negativo delle sepolture medioevali nelle chiese, accompagnate dal terrore causato dalle danze macabre, dipinte ovunque, anche per le strade, quando invece oggi sappiamo benissimo che le danze macabre erano tipicamente moderne (o tardo quattrocentesche o cinquecentesche): è infatti solo quando si risveglia un amore per la vita disgiunto da un Creatore, che la morte genera angoscia.
vv. 104-114
Non sempre i sassi sepolcrali a' templi
fean pavimenro; né agl'incensi avvolto
de' cadaveri il lezzo i supplicanti
contaminò ...


II 3 - Antico - positivo
114-129
Al culto dei morti medioevale (visto da Foscolo come negativo) contrappone (con un forte ma avversativo) la serenità del positivo culto classico dei morti (serenità anch'essa pregiudizievole se solo si pensi all'angosciosa nevrosi oraziana sugli argomenti "tempo" e "morte"): cipressi e cedri accompagnati dai profumi dei fiori, vasi in cui versare lacrime votive, lumini accesi (che hanno simbolicamente catturato la luce del giorno, fontane che fecondano amaranti e viole, le cui fragranze fanno sentire i profumi dei Campi Elisi).
vv. 114-129
... Ma cipressi e cedri
di puri effluvii i zefiri impregnando
perenne verde protendean su l'urne ...

II 4 - Moderno - positivo
Inghilterra 130-136
Vi è un non mediato aggancio diretto a quella pietosa insania (quindi una follia sul piano razionale, secondo la visione materialistica tardosettecentesca, ma pietosa - e da Foscolo vista come positiva) che spinge le vergini inglesi a gradire i giardini dei cimiteri inglesi (quindi qui riportati come positivi), spinte dall'amore per la perduta madre e poi un ulteriore aggancio a Orazio Nelson, qui celebrato in chiave antinapoleonica.
vv. 130-136
Pietosa insania che fa cari gli orti
de' suburbani avelli alle britanne
vergini dove le conduce amore
della perduta madre, ...


II - 5 - Moderno - negativo
Italia
137-145
Un altro ma con forte valore avversativo ci porta al tempo e al luogo in cui vive Foscolo, dove i monumenti di marmo non sono testimonianza di un ardente desiderio di imprese gloriose e di vivere civile, bensì inutile ostentazione di opulenza e viltà

137-145
Ma ove dorme il furor d'inclite gesta
e sien ministri al vivere civile
l'opulenza e il tremore, inutil pompa
e inaugurate immagini dell'Orco
sorgon cippi e marmorei monumenti

II 6 - la propria tomba
145-150
Si augura che la fortuna cessi di accanirsi contro di lui e che la tomba arrechi in eredità ai suoi amici non tesori materiali (in contrapposizione con la classe dirigente satireggiata prima), bensì intensi affetti e l'esempio di una poesia libera e non asservita ai potenti
145-150.
... A noi
morte apparecchi riposato albergo
ove una volta la fortuna cessi
dalle vendette, e l'amistà raccolga
non di tesori eredità, ma caldi
sensi e di liberal carme l'esempio.


Le tombe dei grandi spronano a nobili imprese gli animi dei magnanimi e nobilitano la terra che li accoglie.

Felicità di Firenze per il suo clima, le sue acque, i suoi colli e convalli, per aver visto per prima il poema di Dante e aver dato genitori e lingua a Petrarca, ma soprattutto perché conserva in un tempio (Santa Croce) le uniche glorie d'Italia (le tombe di Machiavelli, Michelangelo, Galilei), da quando le sue mal difese Alpi sono percorse da genti straniere che l'hanno devastata. Da santa Croce arriverà l'ispirazione quando finalmente la speranza di gloria tornerà a rifulgere agli italiani anaimati da alta idealità.

Un Alfieri costruito sull'immagine che Foscolo ama dare di sé e dei suoi eroi e interpretato in senso risorgimentale si aggira muto e irrequieto nei posti più solitari delel sponde dell'Arno finché non si ferma a riposare davanti alle tombe in Santa Croce, dove ora è sepolto pure lui.

La stessa divinità dell'amor di patria che spira da Santa Croce spronò i Greci contro i Persiani a Mratona, dove Atene consacrò le tombe ai suoi valorosi, tanto che chi passa per quei luoghi rivive quella battaglia.
A egregie cose il forte animo accendono
l'urne de' forti, o Pindemonte; e bella e santa fanno l peregrin la terra
che le ricetta. Io quando il monumento
vidi ove posa il corpo di quel grande ...




..E a questi marmi
venne spesso Vittorio ad ispirarsi



... e nutria contro a' Persi in Maratona
ove Atene sacrò tombe a' suoi prodi,
la virtù greca e l'ira....
III

VALORE POLITICO
DELLE TOMBE DEI GRANDI

vv. 151-212


La morte restituisce a chi è stato generoso la gloria dovuta

vv. 213-225
Questa parte inizia con un'apostrofe a Ippolito che viaggiando in giovinezza nel Mediterraneo ha sicuramente visto il luogo in il mare, dopo averle strappate a Ulisse, ha restituito ad Aiace le armi di Achille: la morte dunque restituisce gli onori a coloro a cui erano dovuti quando erano vivi (e anche qui ci si può vedere un velato elemento autobiografico: anche a lui saranno riconosciuti da morto quegli onori che non riceve da vivo).
a' generosi
giusta di glorie dispensiera è morte
FUNZIONE
DELLA POESIA

vv. 213-295

La poesia eredita la funzione del sepolcro, rendendo immortale il ricordo

226-295
Passa ora su di sé che non naviga, ma fugge a causa dei tempi malvagi e per il desiderio di onore: le Muse lo chiamino a celebrare gli antichi eroi. Ed ecco la rievocazione di quanti sono stati sepolti nella Troade oggi resa un deserto, ma fortunatamente cantati e resi eterni da Omero, mostra come là dove il ciclo naturale della natura arriva a travolgere anche le tombe giunge la poesia a eternare la memoria dei grandi, anche dei vinti. Questa parte che si apre con la richiesta alle Muse di chiamarlo a celebrare gli antichi eroi e si chiude con Omero che li ha resi eterni stabilisce, come già in A Zacinto, un nesso tra Foscolo e Omero nel compiere (oggi il primo, nei tempi antichi il secondo) la stessa funzione: quella appunto di eternare la grandezza degli uomini per mezzo della poesia.
E me che i tempi ed il desio d'onore
fan per diversa gente ir fuggitivo,
me ad evocar gli eroi chiamin le Muse
del mortale pensiero animatrici


Oscar Testoni
Ultima modifica: 02/11/2020


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