Cicerone, Fino a che punto abuserai ...

riassunto paragrafo per paragrafo della I Catilinaria

Oscar Testoni, ultima versione 16/01/2022


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I
Ex abrupto Cicerone, senza alcuna introduzione, senza alcuna captatio benevolentiae attacca direttamente Catilina, presente in Senato con 7 domande, chiedendogli appunto fino a che punto continuerà ad abusare dela loro pazienza. Tutti conoscono i suoi piani, le sue riunion, le sue intenzioni.

II

Eppure nonostante il Senato e il console, che ha pure pieni poteri per il senatoconsulto del 21 ottobre, sappiano tutto, Catilina, che sarebbe dovuto essere già condannato a morte, non solo vive, ma prende parte alle decisioni del Senato e intanto con gli occhi designa chi madare a morte.

III
Segue una digressio con exempla storici: Scipione Nasica da privato cittadino (contrariamente a Cicerone che ha non solo imperium consolare, ma poteri specifici per il senatoconsulto del 21/10) uccise Tiberio Gracc, colpevole di aver fatto aprovare una legge agraria osteggiata dal ceto senatorio (A. tedeschi) e da Cicerone vista come un indebolimento dell'ordinamento delo Stato (comnque sempre meno delle stragi e incendi con cui Catilina, secondo Cicerone, intende devastare il mondo); Caio Servilio Ahala ucise di suo pugno Spurio Melio, che ha tentato di farsi re. Cicerone ricorda a catilina di avere un forte e severo senatoconsulto contro di lui. È colpa dei consoli (e quindi di Cicerone) che vengono meno ai loro doveri.

IV
Il console Lucio Opimio ebbe nel 121 a.C. mandato dal Senato di contrastare Caio Gracco, fratello di Teberio e la sua politica riformatrice: quella notte stessa fu ucciso lui, l'ex-console Marco Fulvio e i suoi figli. Segue poi il ricordo della dura reazione dei consoli Caio Mario e Lucio Valerio nei disordini seguiti nel 100 a.C. alle azioni del tribuno della plebe Lucio Saturnino e al pretore Caio Servilio. A tali azioni ferme del passato si contrappone la tolleranza loro (20 giorni) che pure hanno ben custodito sotto chiave un senatoconsulto che prevede che Catilina sia immediatamente giustiziato. Cicerone vorrebbe essere clemente, ma non vuole dare l'impressione di essere dissolotus.

V
In Etruria è stanziato un esercito il cui comandante è a Roma, addirittura in Senato. I boni, se Cicerone lo arrestasse, lo rimprovererebbero del ritardo, ma ancora il console non si decide, finché non ci sia più alcun improbus e alcun perditus, simile a Catilina, che non riconosca la necessità di compiere l'esecuzione.

VI
Finché ci sarà qualcuno che oserà difenderlo, rimarrà in vita, ma sempre sotto sorvegianza. Cicerone lo invita a desistere, visto che tutto ciò che progetta viene alla luce del sole.

VII
Segeue la narratio: con domande retoriche Cicerone lo incalza sui piani precisi di cui è di volta in volta venuto a conoscenza e che ha rivelato:
- 21 ottobre: Cicerone allerta il sento che il 27 ottobre Caio Manlio avrebbe imbracciato le armi
- Cicerone denunciò in senato che il 28 ottobre Catilina aveva intenzione di uccidere gli ottimati.
- 28 ottobre, grazie alle informazioni di Cicerone gli ottmati lasciarono Rona e Catilina, attorniato dalle giardie personali di Cicerone, non riuscì a fare nulla, ma andava dicendo che si sarebbe accontetato di uccidere anche solo Cicerone.

VIII
- il 1 novembre Catilina voleva occupare la colonia di Preneste con un attacco notturno, ma Cicerone lo aveva anticipato, ponendo a difesa sue guarnigioni
- la notte appena trascorsa (7/8 novembre) Catilina si è recato a casa del senatore Marco Leca in via dei falciaioli e altri che si trovavano con lui sono in Senato proprio in quel momento.

IX
Oh dei immortali! Cicerone si trova nel consesso più autorevole della terra a chiedere consiglio di governo a uomini che preparano la morte di tutti loro, la rovina dela città e del mondo.
Seguono le decisioni prese durante la notte c/o Leca: 1) ripartizione dell'Italia tra i suoi, 2) ripartizione dei compiti (chi partiva e chi restava a Roma), 3) zone di Roma da dare alle fiamme, 4) individuazione di deu cavalieri che poco prima dell'alba avrebbero ucciso Cicerone.

X
Ma Cicerone, sapute queste cose appena sciolata la riunione, mise in sicurezza la sua casa e sventò il tenativo.
Ivita Catilina a portare a termine ciò che ha iniziato, ad andrasene dalla città e a portare con sé quante più persone fosse possibile, ripulendo la città.

XI
Ringrazimaneti a Giove Statore protettore di Roma. Fino a quando Catilina ha attentato alla vita di Cicerone, Cicerone si è difeso con le sue sole forze, cautele, amicizie.


XII
Ma ora le aggressione di catilina sono rivolte contro tutto lo Stato. Cicerone non farà ciò che andrebbe fatto, perché rimarrebbero all'interno dello Stato gli altri congiurati. Lo invita allora ad andarsene dalla città.

XIII
Sotto forma di domande retoriche gli rinnova l'invito ad andarsene, cosa che aveva già intenzione di fare, tanto tutti a parte i suoi congiurati lo temono e lo disprezzano e sempre sotto forma di doamde retoriche delinea un suo profilo: turpitudo ('oltraggio alla decenza e all'onestà a livello pubblico' A. Tedeschi), dedecus (piano privato), libido, facinus (delitti), flagitium ('sconcezze perpetrate dalla totalità del suo corpo) e corruzione di ragazzi.

XIV
Cicerone parla delle due mogli di Catilina, ma dice di volere evitare di parlarne (delitto su delitto), così pure accenna al suo dissesto finanziario, dicendo di non volerne parlare.

XV
Il 31 dicembre catilina ha preso parte ai comizi armato con l'intenzione di eliminare i consoli Lepido e Tullio, ma la Fortuna ha fermato il suo piano. Di nuovo dichiarazione di non volere parlare di altri crimini. Quante volte ha tentato di uccidere Cicerone, senza mai riuscirci.

XVI
Cicerone allude a pratiche rituali a cui sarebbe da collegare la propria uccisione. Cicerone, dichiarandosi compassionevole, nota la sua solitudine: nemmeno i suoi lo hanno salutato quando è entrato in Senato e si sono vuotati tutti gli scranni attorno a lui.

XVII
Se Cicerone si accorgesse di essere oggetto di sospetto e avversione da parte dei suoi concottadini, preferirebbe andarsene piuttosto che sopportare i loro sguardi. E se lo temessero e disprezzassero i suoi genitori, non si sotrarrebbe forse al loro sguardo? Bene, la patria, madre comune di tutti lo odia e ha paura di lui.

XVIII
Prosopopea della patria che lamenta che ogni delitto o progetto di delitto negli ultimi anni sono solo opera sua e quindi lo invita ad andarsene.

XIX

XX


Oscar Testoni, ultima versione 16/01/2022


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