Catilina: la congiura

Oscar Testoni, ultima versione: 09/01/2022

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Catilinae cursus honorum (gens Sergia)
78 a.C.: questore
71 a.C.: edile
68 a.C.: pretore
67-66 a.C.: governatorato provinciale in Africa
66 a.C.: presenta la candidatura per il consolato del 65 a.C., ma la sua candidatura venne considerata inammissibile a causa di un processo de repetundis (concussione) insieme ai suoi trascorsi tra cui lo scandalo di seduzione della vestale Fabia. A questo periodo risale (secondo Sallustio e Cassio Dione) un suo primo progetto di congiura da attuarsi il 1 gennaio del 65 a.C. all'entrata in carica dei consoli Cotta e Torquato, ma non realizzato.
64 a.C.: assolto dalle accuse di concussione si ricandida per il consolato del 63 a.C., con il sostegno di Crasso e Cesare, ma vennero eletti Cicerone e Antonio Hybrida con l’appoggio della maggioranza degli ottimati e degli equites.
63 a.C.: ripresenta la candidatira al consolato per il 62 a.C., ma questa volta non ha il sostegno di personaggi influenti come Crasso e Cesare e quindi cerca il favore di chi è escluso dall'élite, cavalcando il malcontento diffuso e rendendo il proprio programma più radicale come la ridistribuzione delle terre e la cancellazione dei debiti. Fu sconfitto. Catilina ricorse a soluzioni fuori dalla legalità: “organizzò una congiura e arruolò un esercito in Etruria, che comprendeva, oltre a nobili indebitati e ambiziosi, anche parte della plebe, nonché schiavi e bande armate” (A. Tedeschi).
La scoperta della congiura

    Sallustio:

  • Fulvia, amante del congiurato Quinto Curione, tenne informato Cicerone sulle manovre dei ribelli sin dall'inizio del 63 a.C.
  • e in seguito lo avverte dell’attentato che essi gli stanno preparando
  • in parallelo giungono voci sulle attività di Gaio Manlio in Etruria
    Plutarco:

  • 20 ottobre 63 a.C., notte, Marco Licinio Crasso, Marco Claudio Marcello e Quinto Cornelio Scipione Nasica (tutti senatori) si recano da Cicerone con alcune lettere che il custode di Crasso aveva ricevuto da uno sconosciuto: esse, ancora chiuse, erano indirizzate a varie personalità, una sola anonima e già aperta era indirizzata a crasso: quest'ultima preannunciava una strage ad opera di Catilina e invitava Crasso a lasciare la città. Le lettere vengono lasciate a Cicerone. Secondo Plutarco il gesto di crasso aveva come obiettivo di scagionarsi dall’accusa di collusione con Catilina.
    Appiano:

  • riassume la versione sallustiana
    Cassio Dione:

  • su questo punto segue la versione di Plutarco

21 ottobre 63 a.C. - senatusconsultum ultimum

    Sallustio:

  • la rivelazione dell’attentato in preparazione contro Cicerone (da parte di Fulvia) + le voci sulle attività di Gaio Manlio in Etruria fanno decidere per la convocazione del Senato
    Plutarco:

  • Cicerone dopo la rivelazione delle lettere il mattino successivo convoca il senato, chiede ai rispettivi destinatari delle lettere di leggerne il contenuto ad alta voce: tutte rivelano i particolari della Congiura negli stessi termini di quella indirizzata a Crasso.
    Cicerone stesso nella Prima Catilinaria:

  • dice di non essersene avvalso e dichiara di avere voluto cercare altre prove, per evitare di incorrere in accuse e per potere meglio individuare tutti i colpevoli (Quali erano le prove allora in suo possesso? si chiede Luca Fezzi)

21 ottobre - 7 novembre 63 a.C.

    Sallustio:

  • mentre si fanno sempre più insistenti le voci di preparativi dei ribelli il senatore Lucio Senio rese pubblica in Senato una lettera che sosteneva essergli stata portata da Fiesole in cui era scritto che il 27 ottobre Gaio Manlio aveva preso le armi -> grande clamore -> il Senato prese provvedimenti di tipo militare e incoraggiò delazioni
    Cicerone:

  • 28 ottobre: secondo la prima Catilinaria Catilina aveva intenzione di uccidere gli ottimati, ma grazie al fatto che Cicerone li aveva avvertiti prima si sono salvati. Si sarebbe accontentato allora di uccidere anche solo Cicerone rimasto a Roma, ma ben scortato dal suo corpo di guardia.
  • 1 novembre: sempre secondo la prima Catilinaria Catilina aveva intenzione di occupare Preneste, ma Cicerone, sapendolo prima, l’aveva fornita di guardie per sventare il progetto di Catilina
  • 7 novembre: i congiurati predisposero di assassinare Cicerone nella sua casa, ma il progetto fallì grazie alla sua informatrice Fulvia. Il mattino successivo Cicerone convoca d'urgenza una riunione senatoriale nel tempio di Giove Statore sul Palatino.

8 novembre 63 a.C.
Tempio di Giove Statore sul Palatino


Quo usque tandem abutere, Catilina, patientia nostra?

Viene pronunciata davanti al Senato la prima delle quattro Catilinariae:
  • Cicerone denuncia il piano eversivo prima della sua realizzazione, con Catilina presente. Cicerone come appare nella stessa orazione sa già della decisione della propria uccisione (delazione di Fulvia). Non avendo prove oggettive contro Catilina, lo attacca direttamente in Senato inducendolo a compiere un passo falso. Infatti dopo questa orazione Catilina raggiungerà Manlio che in Etruria sta raccogliendo forze armate.

9 novembre 63 a.C.
Foro romano


Viene pronunciata davanti al popolo romano la seconda delle quattro Catilinariae, mentre Catilina raggiungeva Manlio e i suoi in Etruria:
  • Cicerone informa il popolo romano della congiura e descrive la depravazione morale dei congiurati

3 dicembre 63 a.C. - alba
ponte Milvio


Agguato presso il ponte Milvio: cattura degli ambasciatori degli Allobrogi e di Volturcio, Gabinio, statilio, Cetego e Lentulo, emissari dei congiurati:
  • Catilina cerca di stringere alleanza con la popolazione degli Allobrogi, ma Cicerone venuto a conoscenza di questi contatti ordina l’agguato sul ponte Milvio (come ci informa Cicerone stesso nella III Catilinaria). Secondo Sallustio invece furono gli Allobrogi stessi, esitanti per i tentativi dei congiurati, rivelare tutto e, su richiesta di Cicerone, di stare al gioco, simulando interesse, in modo da far uscire i congiurati allo scoperto. Solo dopo questi incontri, opportunamente informato, Cicerone ordinò l’agguato presso il ponte Milvio.

3 dicembre 63 a.C. - mattino
interrogatorio


Interrogatorio durante la riunione senatoria convocata da Cicerone stesso Gabinio, statilio, Cetego e Lentulo, emissari dei congiurati:
  • Volturcio confessa vengono aperte le litterae di Gabinio, statilio, Cetego e Lentulo che i legati Allobrogi hanno con sé: uno dopo l’altro confessano

3 dicembre 63 a.C.

III Catilinaria nel foro al popolo

5 dicembre 63 a.C.

Condanna a morte - IV Catilinaria in Senato

In seguito a voci su un tentativo di evasione da parte dei congiurati messi agli arresti il console convocò il Senato

Il senato si riunisce per decidere la pena da infliggere ai congiurati catturati. Il console designato Decimo Giunio Silano è favorevole alla pena di morte. Il pretore designato Gaio Giulio Cesare è contrario alla pena di morte: la sua proposta è la confisca dei beni e il confino. L'orazione di Cesare risulta talmente convincente che Cicerone interrompe la votazione per pronunciare un'orazione con cui sostiene le buone ragioni della pena di morte (IV Catilinaria). In fine interviene Marco Porcio Catone (dopo la sua morte detto l'Uticense), che dimostra che il buon esito della congiura costituirebbe la fine del dominio degli aristocratici, convincendo così i senatori a decretare la condanna a morte. La condanna viene fatta eseguire immediatamente nel carcere Mamertino

Oscar Testoni, ultima versione: 08/01/2022


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